La scenografa ha quasi finito il suo lavoro: domani caricherà sul suo furgone una gigantesca trappola per topi e ce la porterà.

Gli attori avranno bisogno di qualche giorno per essere in grado di muoversi là dentro.

Il costumista cuce le sue maschere in forma di abiti: giacche, camice, cappelli con cui i personaggi mostrano al mondo quello che vorrebbero essere e provano a nascondere quello che sono.

Si scelgono con cura gli oggetti di scena che gli attori dovranno manipolare nel corso delle prove.

Quegli oggetti che scompariranno poco prima del debutto lasciando di sé solo il rumore.

Gli attori provano a rendere acuminata la loro tecnica perché nessuno in scena veda la tecnica,perché nessuno parli di tecnica, perché chi guarderà possa avere l’impressione di specchiarsi in questa storia:

Due coppie che vivono nella stesso Paese, nella stessa città, nello stesso condominio. Quattro persone che si assomigliano e differiscono per tanti piccoli particolari.
La differenza fondamentale, quella che muove il racconto, è la seguente: qualcuno appartiene al Paese in cui vive, qualcuno non appartiene a quel paese, vi è arrivato e ci abita senza permesso.
Una nuova legge mette a repentaglio la sicurezza della coppia straniera e da un potere, inatteso e casuale, alla coppia autoctona.
La lotteria della Storia fa si che qualcuno abbia dei vantaggi rispetto a qualcun altro, senza aver fatto niente per meritarli.
Qualcuno decide di utilizzare questo potere, senza sapere cosa farsene di preciso, semplicemente perché sarebbe sciocco non approfittarne.

9-10-11 febbraio
Teatro Foce
Lugano
Info e prevendita: www.luganoinscena.ch