Finale di partita è una strana commedia.

L’autore, Samuel Beckett, diceva infatti che non doveva accadere niente, per tutto il tempo.
Eppure capitano un mucchio di piccoli e grandi fatti senza importanza.

I personaggi sembrano simboli astratti di qualche cosa. Eppure sono così fisicamente concreti, nei loro corpi malandati, da sembrare degli individui in carne ed ossa.

Nel testo, infatti, si fa un gran parlare di dolore e disperazione e i personaggi soffrono e si disperano. Eppure ridono di sé stessi e ci fanno ridere di loro.

L’autore era uno scrittore di vastissima e profonda erudizione. Eppure le sue commedie hanno il dono di farsi guardare, con semplicità, e di farsi realtà per chi guarda.

Se mi chiedessero di cosa parla la commedia, risponderei, forse da ingenuo, che parla di me.

Di come sono certe volte, di come potrei essere, di come sono senza saperlo.
Quando la messa in scena di un testo come questo funziona, lo spettatore forse non saprà dire con chiarezza di cosa parla la “storia” (troppo complesso ridurre tutto a poche parole) ma avrà la certezza che lo riguarda.

Molto spesso chi ha messo in scena “Finale di partita” ha cercato un’idea registica forte, come una lente deformante, attraverso cui mostrare la commedia.

Il lavoro che noi cercheremo di fare è un altro.
Il regista prova a lanciare inoltre un ponte tra il testo e l’attore, tra l’attore e il pubblico.

La nostra è una versione un po’ antica del ruolo del regista.
Tuttavia, il teatro che può scaturire da questo genere di lavoro ha ancora qualcosa da dire, è ancora necessario.

È il teatro, infatti, che si fida delle storie che racconta e che si fida della forza dell’attore.
Inoltre, è il teatro che si fida della paziente curiosità dello spettatore.

Dunque c’è una stanza vuota, senza mobili, quattro persone dentro la stanza.
Inoltre, il tempo passa molto lentamente. Lo si riempie di cose da fare.

 

Basta, è ora di farla finita.

E intanto si va avanti.

Non ne hai abbastanza?

Non c’è niente di più comico dell’infelicità.

Si piange, si piange per niente…per non ridere. E alla fine ti prende una vera tristezza.

Vuoi sentire la mia storia?

Ancora qualche cazzata come queste e poi la finiamo

Cast

Antonio Ballerio
Elena Strada
Simon Waldvoegel
Massimiliano Zampetti

Scene

Giulia Breno

Costumi

Alberto Allegretti

Trucco

Eugenia Tartarelli

Luci

Matteo Cavenaghi

Assistente alla regia

Noemi Radice

Regia

Luca Spadaro

Leggi la rassegna stampa.

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Finale di Partita teatro d'emergenza Lugano

Finale di partita Teatro d'Emergenza con Elena Strada e Simon Waldvogel

Finale di Partita Teatro d'Emergenza debutto Lugano

finale di partita con Simon Waldvoegel

Finale di partita produzione teatro d'Emergenza

teatro d'emergenza in scena con finale di partita, locandina