Immaginiamo che l’impostura di Ulisse, la sua finta pazzia, abbia convinto i generali. Immaginarlo è lecito, visto il curriculum di menzogne e furberie dell’eroe.
I generali, dunque, se ne vanno da Itaca lasciando il re malato al suo destino. Ulisse resta sulla sua isola, con la sua regina e con suo figlio. Nessuna guerra turberà il suo regno.
Ma questa pace rubata, insieme alla coscienza della sua viltà, comincerà a rodergli l’animo, fino a portarlo alla follia vera. Ulisse fingendosi pazzo impazzisce. Di notte si aggira per il palazzo come un fantasma, non parla, non fa nulla. Nessun dovere di uomo o di re increspa i suoi giorni.
Penelope, che lo ama teneramente, trova la cura che allevierà la sua sofferenza: comincia a raccontargli le sue gesta. Giorno dopo giorno inizia a inventare duelli e stratagemmi, lo trasforma nell’eroico protagonista della guerra. Ulisse, accoccolato sul grembo della moglie, rischia la vita ogni giorno, combatte, trama, respira la polvere e il sangue.
Conclusa la guerra comincia il racconto del suo avventuroso viaggio verso casa.
E davvero Penelope spera che alla fine della storia Ulisse si risvegli e torni da lei, carico di allori e di memoria.

Con
SILVIA PIETTA
ALESSANDRO PRIOLETTI
MARTINA ROSSI
SIMON WALDVOGEL
MASSIMILIANO ZAMPETTI

Partitura e regia LUCA SPADARO

ULISSE teatro d'emergenza ULISSE teatro d'emergenza ULISSE teatro d'emergenza