L’ATTORE SPECCHIO

L’attore specchio: un libro di teatro tra artigianato e scienza scritto da Luca Spadaro e edito da Dino Audino Editore.

Un libro di teatro è quasi sempre un’opera collettiva.
L’attore specchio certamente lo è.

In un libro di teatro si parla di persone.

Si descrivono tecniche di recitazione, certo, ci si interroga su teorie estetiche, naturalmente, ma nello stesso tempo si sfoglia un immenso album dei ricordi fatto di volti, voci e corpi in movimento.
Pagina dopo pagina si fissano sulla carta le storie vissute con gli attori, con i tecnici, con gli spettatori. 

Anche per questo mio libro è così: ad ogni esercizio, ad ogni aneddoto di lavoro, riemerge uno dei tanti compagni di viaggio del mio primo quarto di secolo a Teatro. 

A dire il vero per questo libro ho utilizzato soprattutto le scoperte fatte a lezione con gli allievi.
Mi riferisco alle domande a volte ingenue, a volte profonde (a volte tanto ingenue quanto profonde), gli esercizi e i giochi nati per imparare a fare qualcosa che non sapevamo fare, le improvvisazioni e il faticoso lavoro di recupero e, infine, la sfida di una scena da proporre al pubblico.  

Ci sono due particolarità in questo libro che lo rendono interessante, almeno ai miei occhi.

Una è il fatto che il lavoro dell’attore, quel minuzioso impegnarsi da artigiano che culmina nella costruzione di una scena, è osservato qui anche dal punto di vista della Scienza.

Tra un esercizio e l’altro si lascia la parola a neurologi e biologi, che ci raccontano di neuroni specchio, evoluzione, e della scienza che studia le emozioni.

Come già aveva capito Eugenio Barba, la scienza è in grado di dare un nome alle scoperte dell’arte.

Può sembrare strano mescolare questi due mondi apparentemente antitetici ma in realtà non lo è.

Chiunque bazzichi il mondo dell’arte (o quello dell’artigianato) sa che per creare c’è bisogno di regole e di concretezza.
Anche il genio più folle e incontenibile ha bisogno di una gabbia per esprimersi. 
(La chitarra di Jimi Hendrix aveva sei corde, non una di più, non una di meno, e su quella chitarra le dita, o i denti, andavano appoggiati in un punto preciso per creare una nota precisa

L’altra particolarità de L’attore specchio e che dopo ogni esercizio, dopo ogni processo di lavoro, provo a spiegare quello che ho descritto (ovvero come e perché quel lavoro deve cambiarci) e come lo si può usare (ovvero come io e gli attori che lavorano con me lo abbiamo usato per costruire un personaggi o una scena).

Chiunque abbia frequentato anche solo un brevissimo corso di recitazione ha fatto l’esperienza frustrante di un esercizio eseguito senza conoscerne l’utilità pratica.

Cammina per la stanza e fermati al battere delle mie mani.
Imita con la tua voce il suono di uno strumento.
Rotola sul pavimento.
Trasformati nel colore giallo.

Ognuna di queste richieste potrebbe essere il primo passo verso una straordinaria scoperta o una solenne perdita di tempo. Tutto dipende da un’unica cosa: so a cosa mi servirà questo esercizio una volta in Teatro? 

L’attore specchio si divide in quattro parti.

La prima si occupa di azione e reazione.

Le azioni sono la forma stessa della nostra arte. Uno scultore ha la pietra, noi abbiamo le azioni. 
Ma cos’è un’azione? Poco sappiamo di questa misteriosa materia e in questo ambito è particolarmente interessante quel che ci possono insegnare le neuroscienze. Gli scienziati che esplorano il nostro cervello, sono in grado di mostrarci cosa accade quando noi ci muoviamo e quando guardiamo qualcun altro muoversi.
Ci parlano di intenzioni e di obiettivi, usando parole simili a quelle che usarono i grandi Maestri del Teatro.

Ma soprattutto, ci ricordano che quando qualcuno agisce di fronte a un pubblico, nel corpo di chi fa e in quello di chi guarda accadono una serie di eventi prevedibili e misurabili.
Sì, c’è un’aritmetica e una musica anche nelle azioni!
Di tutte le azioni di cui parlano scienziati ed artisti, la più affascinante è probabilmente l’azione trattenuta.
È un movimento quasi invisibile, un’immobilità vibrante che nella vita di tutti i giorni viviamo di continuo. 

Spieghiamoci con un esempio.
Se fossi un tifoso di calcio allo stadio, costretto a guardare la partita nella curva dei feroci tifosi avversari, e se la mia squadra del cuore facesse goal…
ecco, quella gioia provata pienamente ma nascosta nel mio corpo, quel grido che non faccio uscire, quella voglia di saltare che pervade le mie gambe immobili, quella è un’azione trattenuta.

La seconda parte de L’attore specchio si occupa degli stati fisici.

Ovvero di quella particolare esperienza neurobiologica che fa sì che il nostro corpo cambi visibilmente sostanza senza cambiare forma.
Un’auto mi viene incontro con due persone a bordo. Li osservo per un momento e capisco se si tratta di un allievo conducente e del suo maestro o di un autista esperto e del suo passeggero.

Il mio barbiere mi insapona il mento come tutte le mattine, poi comincia a radermi. I gesti sono gli stessi di ogni giorno, precisi e accurati.
Ma se quella mattina è stato travolto da una grande gioia o da una profonda delusione io riuscirò a capirlo.

Misteriosissimo e poetico trasformarsi del nostro corpo che ci permette di raccontare storie senza parole né espressioni.

La terza parte del libro studia le azioni verbali.

Ovvero la voce usata alla stregua di ogni altra parte del corpo che compie azioni. 

Molti allievi di recitazione hanno provato la frustrante esperienza di aprire bocca in scena e di sentirsi all’improvviso impacciati e completamente fasulli. 
Alcuni scienziati sono convinti che le prime parole dei nostri antenati fossero fatte di gesti e non di suoni.
Ancora oggi, nel nostro esprimerci, ci siano tracce di questa discendenza.

La quarta e ultima parte de L’attore specchio prova a sbirciare nei laboratori degli scienziati, per vedere se c’è qualcosa di sufficientemente maneggevole da “rubare” e portarci in sala prove.
Tre autori (Charles Darwin, Antonio Damasio, Giacomo Rizzolatti), tre modi di illuminare il lavoro dell’attore da una prospettiva inattesa e diversa.

L’attore specchio di Luca Spadaro è edito da Dino Audino Editore.
E’ acquistabile a partire da settembre 2019 in libreria oppure sul sito della casa editrice QUI.