Corsi di teatro per bambini: le domande dei genitori

Quando ci si occupa di corsi di teatro per bambini si sa per certo che si dovranno affrontare due grossi problemi.

Il primo problema sono i bambini.
Il secondo problema sono i genitori.

È un problema capire cosa bisogna insegnare ai giovani allievi e come farlo. Avere insegnato per anni ad allievi adulti in questo caso non è d’aiuto, perché grandi e piccoli vengono da pianeti diversi, teatralmente parlando.

Il punto di vista dei bambini

I bambini possono prendere tremendamente sul serio fatti che a noi sembrano inconsistenti come nuvole e distrarsi di fronte a cose che per gli adulti sono fondamentali.

Si, i bambini imparano a memoria con una facilità disarmante però lo fanno in maniera diversa da come lo facciamo noi.

Ancora una volta, i bambini quando giocano sono attenti e disciplinati come formichine ma la loro attenzione e la loro disciplina sono diversissime dalla nostra.

Ai bambini certe cose, che per noi sono difficilissime, risultano semplici e naturali, altre cose che per noi sono relativamente semplici, per i piccoli sono semplicemente incomprensibili.

Il punto di vista dei genitori

L’altro grosso  problema che deve affrontare chi insegna ai bambini, sono i genitori.
È naturale che un genitore voglia sapere cosa diavolo si combina in un aula di teatro, a maggior ragione se, mentre si aspetta il proprio figliolo, da dietro una porta chiusa si sentono urla belluine, colpi sordi e fragorose risate.
Ma è così difficile spiegare cosa si fa durante una lezione di teatro…

Una volta la mamma di una bimba di otto anni mi prese da parte dopo una lezione e mi disse:

Mia figlia è entusiasta del corso di teatro ma… vorrei capire: ogni volta che le chiedo “Cosa avete fatto oggi?” lei mi risponde “Abbiamo giocato”.
È bello che giochino ma quando cominceranno a recitare?
Io le chiedo se ha una parte da imparare a memoria e lei mi guarda come se fossi matta.
Ma insomma, cosa fate tutto il tempo?

Questa mamma io la capisco perfettamente e so che se sua figlia le avesse spiegato per filo e per segno quello che facciamo gli interrogativi non si sarebbero dissipati:

Oggi a teatro abbiamo raccontato storie in giapponese, ci siamo lanciati una palla immaginaria, poi ci siamo picchiati ma senza neanche sfiorarci, alla fine abbiamo giocato a “un due tre mostro” e al gioco del telecomando…

Se un mio piccolo allievo dice che sta giocando, mentre esplora le possibilità narrative della voce e del movimento, mentre scopre il ritmo, le espressioni emotive e la memoria, beh dice la verità nella maniera più chiara e precisa possibile.

Questo è quello che facciamo a lezione: giochiamo secondo alcune regole del teatro.

Insegnare ai bambini tramite il teatro è un mestiere delicato e misterioso che richiede la costante attenzione di noi adulti.

E dal momento che è difficile spiegare cosa facciamo in aula, ogni due mesi invitiamo i genitori ad assistere alle lezioni, perché per capire certe cose è molto meglio vederle con i propri occhi.

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