Qualche domanda sulle emozioni a teatro

Qualche domanda sulle emozioni a teatro
Ovvero: L’attore che studia se stesso: fase 1

“Secondo te è vero che Eleonora Duse, la grande attrice del secolo scorso, sapeva arrossire a comando?”

“Credi che sia indispensabile provare emozioni durante uno spettacolo?”

“Sapresti recitare un personaggio in preda all’ansia? Sapresti recitare un personaggio che cerca di nascondere l’ansia che prova?”

“Ma alla fin fine, a cosa servono le emozioni?”

Così comincia il nostro lavoro di ricerca (vedi post precedente): alcune domande rivolte ad attori dilettanti e professionisti, ad allievi delle scuole di recitazione, ad appassionati di teatro e a chiunque voglia condividere con noi la sua esperienza.

Più avanti, quando sarà possibile, cominceremo anche con le sedute di lavoro pratico.

Il nostro gruppo di lavoro sarà composto da un regista-pedagogo (L. Spadaro), un attore-psicologo (D. Vagnozzi), una ricercatrice nell’ambito delle neuroscienze (M. Calbi) e tutti gli attori, danzatori, performer e curiosi che vorranno unirsi a noi.

La grande domanda a cui ci dedicheremo sarà la seguente: “cosa ci accade quando recitiamo?”

In particolare vogliamo capire due cose:

-che rapporto c’è tra emozione e recitazione?
-che differenza c’è tra parlare e recitare un testo?

Ma, come detto, il primo passo consiste in un questionario. Non si tratta di un test, non abbiamo ipotesi da confermare ne misurazioni da fare. Le nostre sono domande che servono a raccogliere esperienze.

Rispondere a qualche domanda sul tema “emozioni e teatro” potrebbe essere un modo interessante di occupare un po’ del tempo libero che ci siamo trovati d’improvviso a dover gestire…

Se vuoi ricevere il questionario e partecipare alla nostra ricerca scrivici a: compagniateatrodemergenza@gmail.com

P.S.: È possibile rispondere al formulario e non partecipare alle sedute di lavoro pratico.

Per noi sono altrettanto interessanti le risposte degli attori professionisti, dei dilettanti e degli allievi di scuole di recitazione