La riapertura dei teatri

Sono stati mesi difficili, i teatri erano chiusi, gli artisti non lavoravano e sui social si moltiplicavano i commenti, i peana, le rivendicazioni.

Tante voci cibernetiche gridavano all’unisono: “Il teatro è bello, il teatro è necessario, riaprite il teatro!”

Poi i teatri sono stati riaperti, insieme ai ristoranti e a qualche altra attività pubblica.

Come tanti appassionati anch’io sono tornato in una sala teatrale, con il mio biglietto acquistato online e la mia mascherina sul viso. Le luci di sala si sono abbassate il palcoscenico è stato illuminato e lì, in quel momento, è accaduto l’imponderabile

Ero seduto a teatro, dopo tanto tempo…

Ero seduto a teatro, dopo tanto tempo, con una gran voglia di guardare ed ascoltare ma fin dai primi minuti mi sono reso conto che ero incappato in uno spettacolo teatrale brutto.

Ma proprio brutto.
Oggettivamente brutto, sarei tentato di dire. Acchittato come potrebbe esserlo un saggio di secondo anno di una scuola serale. Prigioniero, per due ore, di un fastidioso nulla.

Mentre pativo nel mio oscuro Purgatorio in prima fila, pensavo alle tante parole spese sui social dai miei colleghi riguardo alla necessità e all’importanza dell’arte scenica.
E il mio pensiero collegava questa nostra retorica a quell’altra che si spende per i libri. Si dice: “leggere è importante, tutti dovrebbero leggere di più.” Ma non è mica vero per forza.
Leggere quella che gli antichi chiamavano “cacata charta” è forse peggio della completa astinenza.

E forse guardare spettacoli fatti male, con poco da raccontare e nessuna tecnica, non farà bene, alla lunga al gracile teatro contemporaneo.

Mi sono collegato su internet per assistere a una performance online…

Uscito da teatro mi sono collegato su internet per assistere a una performance online.

È stata un’esperienza sorprendente: un attore al di là dello schermo pone a un unico spettatore delle domande, una specie di test, alla fine del quale esprime un giudizio e un voto sulle qualità morali dello spettatore.
Il cast comprende attori, registi e drammaturghi eppure non si potrebbe definire in alcun modo teatro (se non per mancanza di vocabolario).

Queste sono le uniche due esperienze che ho fatto dalla riapertura dei teatri, per ora.

Ora, da noi, gli spettacoli teatrali sono finiti…

Un collega più assiduo di me mi ha assicurato che quasi tutti i teatri della nostra zona, pur con una platea a posti ridotti, non riescono quasi mai a fare il pienone.

Forse gli spettatori non sentivano tutta questa nostalgia ma diamo loro tempo…

Ora, almeno qui da noi, gli spettacoli teatrali sono finiti.
C’è un po’ di intrattenimento all’aperto, in riva al lago, mentre i teatri vengono occupati dai saggi delle scuole serali (una volta erano gratuiti e si andava a vederli volentieri ora invece anche per vedere i saggi si deve pagare il biglietto).

Seduto a un tavolo del ristorante sotto casa (avevo dimenticato di prenotare e ho trovato posto per miracolo…) provo a riflettere su quello che verrà. Cosa ci riserverà la prossima stagione? E gli anni futuri?

Alla tv dicono che la nuova variante porterà a una nuova ondata di ricoveri verso ottobre

Tocchiamo ferro.

Luca Spadaro