La stagione teatrale che verrà.

Di cosa è fatta una stagione teatrale? Musical e Classici antichi, teatro di regia e cabaret, monologhi e balletti.
Il teatro d’oggi può sembrare talvolta uno di quei giganteschi ristoranti “all you can eat” dove la sopravvivenza dello spettatore viene riposta nel gusto individuale e nella capacità digestiva di ognuno.
 
Lugano non fa eccezione offrendoci un menu gastronomico-teatrale pieno di portate diversissime per sostanza e sapore.
 
Io credo che sceglierò questi “piatti”.
 
Di certo comincerò con Donka, perché ancora non l’ho visto, perché mi incuriosisce la commistione di sapori tra Cechov e Daniele Finzi Pasca (e perché dopo tante chiacchiere e litigi, si trni a dare la parola agli attori in scena…)
 
Proseguirò con lo spettacolo di Dimitris Papaioannou: pare che sia stupefacente, che sia capace di dare forma fisica ai pensieri.
 
Il piatto forte della stagione, per me, sarà “La tragedia del vendicatore”.
Non conosco l’opera del drammaturgo ma so che è un Elisabettiano e tanto mi basta.
Del regista ho letto un libro e ho visto frammenti di video su YouTube. Briciole insomma e nonostante questo non ho dubbi.
 
Non mi perderò Sorelle Materassi perché è un romanzo straordinariamente teatrale di quell’enfant terrible di Palazzeschi e non vedo l’ora di vedere che aspetto avrà una volta tradotto in scena.
 
Andrò a vedere qualche spettacolo solo per il nome del regista (per esempio l’Aminta di Latella) o per quello dell’autore (come perdersi “I Cenci” di Artaud?)
 
E come dessert non mi farò mancare la bellissima Odissea di Perrotta, già gustata a Milano l’anno scorso.
 
Ogni elenco è un ritratto ma francamente non so che cosa dica del suo redattore questa lista scritta di getto.
 Lo scoprirò forse, sera dopo sera, nel buio della platea.
 
Un altro spettacolo mi toccherà di vedere tra poco.
Sarà la nuova produzione di Teatro d’Emergenza di cui presto parleremo.
Per i più curiosi, qui trovate le produzioni dal 1992 ad oggi