Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Matteo Ippolito sul tema PERSONAGGI teatrali in previsione del laboratorio che terrà a Lugano, nella nostra sede di Via Riva Caccia 1, venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 febbraio.
Leggete un po’ cosa ci ha raccontato.

Qual è la tua definizione tecnica se parliamo di Personaggi Teatrali?

Penso che un Personaggio sia una fusione di vari elementi.
Un personaggio è un respiro che si muove attraverso le situazioni che gli accadono e alle quali, per forza di cose, reagisce.
E’ un moto perpetuo attivo.
Un personaggio è formato da pensieri, voglie, segreti, tutto questo, prima di essere testo, è corpo. Proprio come lo siamo noi. Siamo come siamo perchè qualcosa ci ha formato.
Penso sia lì che bisogna indagare per trovare un corpo che sia Onesto e Concreto.

Il primo personaggio che hai interpretato? Che lavoro hai fatto per crearlo?

Mi sono confrontato per la prima volta con l’effettiva costruzione di un personaggio durante l’accademia.
Il suo nome è Ignatius Gallaher, fa parte del racconto “Piccola Nube” all’interno di “Dubliners” di Joyce.
Gallaher è un ragazzo di strada fuggito dall’Irlanda per scampare a problemi con la legge che trova fortuna a Londra e diventa un importante giornalista.
Il lavoro è stato complessivo di una grande raccolta dati, un’analisi del suo passato e una ricerca fisica che potesse restituire verità al corpo del personaggio.
Ho cercato delle caratteristiche fisiche che potessero cucire insieme una figura solida, marmorea, sicura di se che mostrasse però anche una forte fragilità dovuta al passato burrascoso.

Tra i personaggi teatrali che più ti è piaciuto fare, ce ne sveli uno?

Sono molto affezionato a tutti i personaggi che ho potuto interpretare.
Uno dei più divertenti è stato l’Uomo Basso di Animali Notturni di Mayorga. Mi sono divertito molto nel cercare i flussi psicofisici che portano quest’uomo comune a diventare un carnefice silenzioso.

Quali personaggi teatrali hai interpretato per Teatro d’Emergenza?

Per Teatro d’Emergenza sono stato un cinico stand Up comedian di Cattiverie e l’uomo basso di Animali Notturni.

Il personaggio che vorresti fare e perché?

Strana domanda questa. Difficile rispondere.
Il teatro è pieno di personaggi meravigliosi, densi e pieni di racconti.
Sono troppi.
Uno dei miei personaggi preferiti in assoluto, e sarò forse banale e scontato nella risposta, è Kostja del Gabbiano di Cechov.

Leggi il cv di Matteo Ippolito

Matteo Ippolito nasce a Sesto S. Giovanni (MI) l’11 Aprile 1990.
Nel 2018 vince il Premio Hystrio alla Vocazione.

Dopo gli studi e il diploma in Arti Grafiche e Visive nel 2009, si iscrive alla Scuola delle Arti di Monza, sotto la Direzione di Corrado Accordino, direttore del Teatro Binario7 di Monza.
Durante questo primo approccio al teatro partecipa a seminari con Enrico Roveris, Corrado Accordino, Alessia Vicardi e Luciano Colavero.
Nel 2011 viene ammesso all’Accademia dei Fildrammatici di Milano diplomandosi nel 2013.

Durante il percorso accademico studia con Karina Arutyunyan, Nicolaj Karpov, Peter Clough, Cesar Brie, Silvio Castiglioni, Massimiliano Cividati, Bruno Fornasari, Massimo Loreto, Franco Sangermano.
Durante l’Accademia lavora con GiovanBattista Storti in “Terrore e Miseria del Terzo Reich” di Bertolt Brecht e nel 2013 è diretto da Marco Baliani in “Che ci faccio qui?”, spettacolo che apre la stagione 2013 del Teatro Filodrammatici di Milano.
Nel 2018 partecipa al Belfort Theatre Campus diretto da Luca Micheletti portando in scena “La Tempesta nello Specchio” tratto da “La Tempesta” di William Shakespeare prodotto dalla Compagnia dei Guitti.
Con lo stesso Micheletti lavora anche ne “La Locandiera” di Carlo Goldoni sempre produzione Compagnia dei Guitti.

Dal 2014 collabora con Luca Spadaro, fondatore insieme a Massimiliano Zampetti della compagnia Teatro d’Emergenza di Lugano partecipando ad un laboratorio su “La casa di Bernarda Alba” di Federico Garcia Lorca e andando in scena nel 2017 in “Cattiverie” confrontandosi per la prima volta con la Stand-Up Comedy, e nel 2018 in “Animali Notturni” di Juan Mayorga.

Nel 2016 è diretto da Alberto Oliva in “Delitto e Castigo” di Fedor Dostoevskij, prodotto dal Teatro Franco Parenti di Milano.
Nel 2015 lavora con Francesco Leschiera in “Beyond Vanja” tratto da “Zio Vanja” di Anton Cechov.

Da sempre porta avanti, parallelamente al percorso attoriale, una propria produzione artistica di opere visive che vengono esposte in alcune Personali in Spazi Artistici di Monza e Vimercate (MB).