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si vive una vita sola - la scenografia
ph Alberto Allegretti

PERCHÉ QUESTO SPETTACOLO PASSERÀ ALLA STORIA

Non vorremmo sembrare arroganti ma è così: “Si vive una vita sola” è già diventato un capitolo fondamentale nella trentennale storia della nostra Compagnia.

Molte cose nuove, strane ed eccitanti sono accadute durante le prove di questo spettacolo.

Ovviamente la famigerata Pandemia ci ha messo lo zampino: è la prima volta (speriamo anche l’ultima) che entriamo a teatro sapendo che non incontreremo nessuno spettatore.

È anche la prima volta che in scena usiamo degli oggetti viola. Tutti sanno che questo colore è ritenuto di cattivo auspicio a teatro. Nei tempi antichi quando arrivava la quaresima e le chiese erano addobbate di viola, gli attori non potevano recitare e facevano la fame. Oggi viviamo una quaresima sanitaria, teatri chiusi, incertezza, niente lavoro. La nostra vecchia scaramanzia sarebbe pleonastica in quest’epoca e quindi, per la gioia di scenografi e costumisti, il viola è stato sdoganato.

si vive una vita sola - la scenografia e gli attori

PER LA PRIMA VOLTA: UN TESTO SENZA PAROLE

Per la prima volta abbiamo scritto un testo teatrale senza parole.
Niente a che vedere con il mimo o con il cinema muto, semplicemente raccontiamo i momenti della vita in cui le persone non parlano.

Scrivere una drammaturgia senza parole è piuttosto strano. Sei mesi di lavoro per partorire quattro pagine che contenevano tutta la storia in forma di didascalia.
Dopo avere scritto testi teatrali per molti anni, si diventa abili ad indovinarne la durata sulla scena. Questa volta non ne avevamo la minima idea. Solo dopo la prima filata abbiamo scoperto che il nostro spettacolo dura un’ora e cinque.

Per la prima volta da molto tempo non potevamo essere certi dell’efficacia della nostra tecnica.
Recitare uno spettacolo di prosa senza parole significa affidarsi completamente al proprio corpo.
Dove fino a ieri c’erano solide certezze ora avevamo solo timorose domande: Come ci dobbiamo allenare? Come ricreare dei processi emotivi credibili? Si capirà la storia? Come funziona la memoria dell’attore se non ci sono parole da ricordare?

si vive una vita sola - la scenografia e gli attori

I NOSTRI CORPI AL CENTRO DEL PROCESSO

Mettendo i nostri corpi al centro del processo abbiamo cominciato a guardare noi stessi con molta più attenzione.

Quando in pausa giochiamo a “Porco” [gioco di parole, anche noto come Quarto Di Porco, n.d.r.] gli altri mi dicono: appena comincia una partita ti cambia la faccia, si vede che sei competitivo! E io inizio ad osservarmi: cosa mi succede di così evidente da essere chiaramente visibile agli altri? Sono in grado di ricreare quello stato fisico senza giocare?

Quando provo le luci dello spettacolo per conto mio, senza gli attori sul palco, sono bravissimo, non sbaglio niente. Quando loro cominciano a recitare, io divento nervoso, le spalle si sollevano e si contraggono, le mascelle si stringono, la testa si tende in avanti e io faccio un’infinità di pasticci. Ma ora per me è più interessante provare ad osservare i sintomi fisici della mia agitazione, provare a recuperarli e a “recitarli”, piuttosto che preoccuparmi dei problemi tecnici.

È incredibilmente stimolante per un attore o per un regista osservare il proprio corpo durante un processo emotivo e decidere che quei movimenti invisibili, quelle sfumature, possono diventare parte della nostra tavolozza recitativa.

si vive una vita sola - la scenografia e gli attori

PRIMA O POI ANDREMO IN SCENA

Infine: per la prima volta (speriamo che sia l’ultima) abbiamo dovuto fare le prove di uno spettacolo attenendoci a un rigido protocollo sanitario.

Ad un certo punto abbiamo deciso di trasformare i limiti in linguaggio: se dobbiamo lavorare indossando la mascherina, ci siamo detti, tanto vale usarla nella storia, sulla scena. E dunque il nostro costumista ha preparato per i nostri silenziosi personaggi quattro splendide mascherine.
In fondo sempre di maschere si tratta, ovvero dello strumento teatrale per antonomasia. Chissà che non si possa raccontare una stori anche così.

Ora costumi e scenografie sono stati riposti, gli attori se ne sono andati per la loro strada.

Prima o poi andremo in scena davanti a degli spettatori (forse a giugno, forse la prossima stagione) e allora proveremo a diventare parte della loro storia.

teatro foce smontaggio - si vive una vita sola - progetto scene per attori muti


Leggi il BLOG delle prove:
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progetto S.P.A.M. [scene per attori muti]
Si vive una vita sola

di Luca Spadaro
con Matteo Ippolito, Silvia Pietta, Noemi Radice, Massimiliano Zampetti
scenografia Alberto Allegretti, Eugenia Tartarelli
costumi Alberto Allegretti
regia Luca Spadaro
aiuto regista Sebastiano Bottari
assistente alla regia Francesca Brancaccio
video Alberto Sansone