progetto S.P.A.M. ▸▸ si vive una vita sola ▸▸ settimana UNO

STIAMO FACENDO TEATRO?

Il drammaturgo ha finito di scrivere il testo già da qualche mese.
Lo scenografo sta costruendo per gli attori una casa di bambole in cui prenderanno vita le scene.
Gli attori e il regista stanno lavorando: esercizi, improvvisazioni, esperimenti.

Tutto come al solito, si potrebbe dire. Ma evidentemente non è così.
Il nostro spettacolo “Si vive una vita sola” dovrebbe debuttare a fine gennaio ma quasi certamente per quell’epoca i teatri saranno chiusi.
E allora? Perché ci stiamo dando tanto da fare?

Certo c’è un po’ di ingenuità nel nostro agire: si spera che questo periodo finisca prima o poi e che i teatri riaprano come prima. C’è anche il fatto che smettere di lavorare, di progettare, di costruire è un’opzione talmente deprimente che non riesce ad entrarci in testa.
Ma più di tutto ci muove la convinzione che un’epoca come questa si presti particolarmente al rischio, all’inaudito, al grande sogno.

Per questo, forse, cominciamo proprio adesso con il primo capitolo del progetto S.P.A.M.

PROGETTO S.P.A.M. > Scene Per Attori Muti

Tipo uno spettacolo di mimo?
No. Niente del genere. Siamo attori di prosa e non abbiamo cambiato mestiere.

Tipo cinema muto?
Nemmeno.

S.P.A.M. è come quando vedi un tizio seduto al bar, da solo, che gira a lungo il cucchiaino nella tazzina e a te che lo guardi sembra di capire cosa sta pensando.

S.P.A.M. è come quando guardi fisso negli occhi qualcuno, hai un sacco di cose da dire ma non ti vengono le parole.

S.P.A.M. è come quando sei sull’ascensore con uno sconosciuto e ti fissi la punta delle scarpe per tutto il tempo.

Stiamo provando a mettere in scena quei momenti densi di vita che accadono un po’ prima o un po’ dopo le parole. Gli attori e le attrici, che per anni hanno provato a trasformare le parole in azioni, ora provano a parlare con i gesti del loro corpo.
Proviamo a creare personaggi che si parlano in silenzio senza volerlo perché, a quanto pare, tutto possiamo fare ma non possiamo, neanche volendo, smettere di comunicare con gli altri.

«Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. L’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri, a loro volta, non possono non rispondere e in tal modo comunicano anche loro.»

– P. Watzlawick, Pragmatica della comunicazione umana –

Se e quando finalmente ci sarà un pubblico a guardarci, quello che vedrà sarà una commedia, ironica, amara, buffa.


Nel frattempo queste prove diventeranno una storia scritta su questo blog, per chi avrà voglia di leggerla.


progetto S.P.A.M.
Si vive una vita sola

di Luca Spadaro
con Matteo Ippolito, Silvia Pietta, Noemi Radice, Massimiliano Zampetti
scenografia Alberto Allegretti, Eugenia Tartarelli
costumi Alberto Allegretti
regia LucaSpadaro
aiuto regista Sebastiano Bottari
assistente alla regia Francesca Brancaccio
video Alberto Sansone