La quarantena. Ovvero questa non è una lezione di teatro

Tutti le settimane, lo stesso giorno, all’ora stabilita ci incontriamo. 

Come prima del cataclisma.

Qualche allievo arriva in ritardo anche adesso che per andare a lezione non c’è bisogno di spostarsi da casa. Qualcuno diserta. Ma la maggior parte si ritrova su uno schermo, tutte le settimane, lo stesso giorno, alla solita ora.

Anzi, a contarci siamo piu’ di prima, perché qualcuno che non frequentava le nostre lezioni, si è aggregato a questi incontri virtuali.

E si lavora piu’ di prima, ora che non c’è bisogno di spostarsi e di incastrare teatro, lavoro e vita sociale. Alcuni allievi li vedo tre, quattro volte in una settimana.

Da poco abbiamo cominciato ad “andare a teatro” insieme: tutte le settimane scegliamo uno spettacolo on line, che poi commentiamo e analizziamo nel nostro forum virtuale.

Gli incontri non hanno una durata precisa: si va avanti finché si vuole. Gli allievi non pagano una quota, gli insegnanti non percepiscono un salario.

Perché queste non sono lezioni di teatro.

Durante una lezione di teatro io conosco perfettamente gli strumenti che sto usando, ho degli obiettivi chiari e so come raggiungerli.

Qui, di fronte a uno schermo condiviso, è tutto diverso, è tutto nuovo.

Cosa facciamo, dunque?

Prima di tutto stiamo tenendo viva una minuscola comunità di persone che si è formata da pochi mesi o da qualche anno.

Poi cerchiamo di usare le difficoltà per studiare noi stessi e l’arte che amiamo.

Infine non smettiamo di fare progetti e di pensare a quello che accadrà domani.

Credo sia tutto qui e mi sembra piu’ che sufficiente.

(Scrivo queste righe il mattino della “Giornata del Teatro”. Normalmente non do importanza a questo genere di ricorrenze ma adesso, che è domenica, che è sempre domenica, che è domenica ormai da diverse settimane, accolgo qualunque diversivo per distinguere un giorno dall’altro.)

Se vuoi partecipare alle nostre iniziative in corso, scrivici a compagniateatrodemergenza@gmail.com

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